Arte & Liturgia


 
LA SALITA AL CALVARIO
 

Pieter Brueghel il vecchio (1564)

 
Questa volta si fa proprio fatica a mettere a fuoco il volto di Cristo. Nonostante la sua capacità di arrivare a una resa quasi microscopica del reale, Brueghel ha talmente confuso nel formicaio del mondo questo volto, che solo la fede riesce a trovarlo come la perla preziosa nascosta nel campo.
Più di 150 sono i personaggi messi in scena e visti dall’alto in questo dipinto.
E’ l’impasto del mondo, quello di allora, molto simile a quello nostro: siamo tutti un granello di polvere.
Ci sono le giubbe rosse del potere, c’è chi sta aggrappato all’albero della cuccagna, chi corre via isolato con un sacco in spalla. C’ è tutto il nostro mondo umano che si adagia e si adatta alla conformazione di un terreno fatto di prati, colline e rocce, sotto un cielo immenso.
A parte lo spettacolo che si sta formando lassù, in alto a destra in mezzo al cerchio che si sta formando, c’è la distrazione di un momento per una umanità che deve inventarsi ogni giorno un’esecuzione o un albero della cuccagna.
C’è la percezione che questa terra non sia davvero il vero posto su cui poggiare il capo.
C’è una città sullo sfondo, ma neanche quello è il nostro vero posto.

Portiamoci ora verso il gruppo che attornia il  Cristo. Brueghel utilizza spesso la figura del contadino goffo. Qui per il compenso di pochi soldi, si aiuta l’autorità in una delle sue incombenze: eseguire le condanne.

 
 

Non c’è nessuna cattiveria in loro e nessuno guarda in faccia il condannato. Il problema è solo pratico: fare arrivare lui e la sua croce lassù. Mancherà sì e no un chilometro. Ma lui? Ci siamo. Nessuna rabbia, nessun proclama. L’humus è la terra, l’humus è il buco nero che ricopre alla fine l’avventura umana. Eppure all’incrocio delle due diagonali del quadro, all’incrocio dei grandi desideri umani, c’è Lui. Lui è il Figlio di Dio, inginocchiato e steso su questa terra. Lui è il condannato da noi. Lui può passare anche nella nostra indifferenza eppure continua a portare il peso di tutti, continuerà ad accarezzare come in questo quadro, la terra che ha creato. Egli sa che sta tornando al Padre, il vero luogo su cui poggiare il capo. Egli sa che intorno a lui non c’è un formicaio scomposto ma un variopinto e lento incamminarsi di tutti verso la via di casa.