Arte & Liturgia


 
SIESTA NEL GRANO
 
Vincent Van Gogh (1889-1890)
 
Del blu, del giallo e ancora del blu. La Siesta di Van Gogh è satura di questi due colori primari vivi, sgargianti, evocanti le giornate estive, ma anche la pienezza del mondo e degli esseri. Il sole è allo zenit, le ombre sono corte, i colori freschi e decisi. Nel pieno della raccolta del grano una coppia di paesani ha interrotto il lavoro, come testimoniano i due falcetti, i covoni, il carretto e il bue in secondo piano. Sdraiati sulla paglia, si abbandonano al sonno.
Tutto è pacificato e tutto di questa composizione,  nel perfetto equilibrio dei suoi colori, evoca la bontà della vita dei campi che si oppone all’esistenza nelle grandi città che all’epoca di Van Gogh erano nel pieno della rivoluzione industriale. Qui l’uomo vive in armonia con la natura attraverso l’alternanza tra il lavoro nei campi e il riposo, così come il giallo si alterna al blu. Come ci insegna il libro della Genesi, Dio creò l’uomo, maschio e  femmina, per affidargli la cura del “giardino” e farlo fruttificare. Ma il settimo giorno Egli si riposò e si prese il tempo per contemplare l’opera delle Sue mani, invitando l’uomo a fare altrettanto.
Come questi due contadini, impariamo anche noi a cambiare il ritmo di vita, a prenderci del tempo per sottrarci all’esistenza dettata dai ritmi meccanici e dalla legge del puro lavoro. Contempliamo anche noi la bellezza e la gratuità della natura e sostiamo alla presenza del Signore nella certezza che egli ci consegna Suoi doni anche mentre dormiamo, come dice il salmo 127,2: “Il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno”.