Arte & Liturgia


 
LA TEMPESTA SEDATA
 
Codice Egberti , (985), Biblioteca della città di Trèves
 
Una barca avanza ma il mare è agitato. In alto, a destra appaiono due mostri minacciosi : le loro teste assomigliano alla prua del naviglio. All’interno cinque uomini, che sembrano alzarsi uno dopo l’altro in modo successivo, dal retro verso il davanti. Guardando meglio ci si accorge che solo quello che sta nel centro è diverso dagli altri, è unico. Gli altri sono rappresentati due volte, alle due estremità; uno è giovane e ha la testa circondata da una aureola dorata , mentre l’altro è più anziano e ha la barba.
Gesù è appena salito sulla barca dei discepoli quando sul mare si alza una tempesta così violenta da gettare le onde all’interno con il rischio di farla affondare. Cristo dorme. I discepoli gli si avvicinano e lo svegliano gridando: “Signore, salvaci. Non ti importa che moriamo?”. Gesù, alzatosi, placa la tempesta e rimprovera ai discepoli la poca fede in Lui.
La ripetizione dei due personaggi ai lati della barca è un modo per mostrare i due momenti del racconto. La narrazione si svolge come il movimento della barca, da sinistra a destra, cioè verso l’avvenire. L’artista ha rappresentato Gesù e i discepoli, sintetizzandoli in Giovanni e in Pietro. Colloca Pietro accanto a Gesù, segnalandoci così la sua importanza rispetto agli altri. Egli è il capo della Chiesa che sta per nascere e dovrà condurre la stessa barca attraverso le tempeste che verranno. La barca ha la forma di un naviglio vichingo (drakkar), e ricorda le invasioni dei popoli provenienti dal Nord che minacciarono la Chiesa del X secolo. L’incisione risale esattamente a quell’epoca. Rappresentare Pietro e Giovanni nella stessa barca costituisce senza dubbio un gesto di fiducia nell’avvenire della Chiesa e la decisione di vestire Pietro dello stesso colore del drakkar, rinforza questa idea. Ma il protagonista è Cristo. Egli dorme placidamente, e quando Pietro lo sveglia affronta la tempesta e i demoni a volto sereno. Egli è più forte degli idoli, la cui testa veniva scolpita sulle navi dell’epoca come scongiuro verso le forze malefiche. Gesù comanda ai venti e al mare, di fatto ai demoni e alle potenze del male. Egli è il principe della pace; la sua signoria sul mare (immagine della morte) è figura della Risurrezione. Per questo egli porta impressa nel nimbo una croce vittoriosa.