Arte & Liturgia


 
 
NON INDURIRE IL CUORE
 
“Fino a quando Signore implorerò aiuto e non ascolti?”.
Il grido del profeta Baruc è quello di tanti, in tante parti sulla terra, da Aleppo ad Accumuli. L’immagine che abbiamo scelto è quella del crocifisso che il parroco di Accumuli ha recuperato dalla chiesa parrocchiale e portato nella tenda dove ora celebra l’Eucaristia. Ciò che conta non è certamente l’opera in sé, quanto il fatto che il crocifisso, a causa del crollo è stato mutilato di un braccio. La fede ogni tanto è mettersi davanti alla croce per ricordarci che anche Gesù ha sofferto, ha dubitato, ha avuto paura, ha urlato, per gettare sopra di esso il nostro dolore, i nostri dubbi. “Accresci  in noi la fede” non è una richiesta magica. Non vuol dire non provare dolore, rabbia, delusione, ma significa non avere un cuore indurito, accorgersi che Lui non si è mai dimenticato di noi.
“Non indurite il vostro cuore” (Salmo 94).
Non indurire il cuore vuol poi dire allargare lo sguardo, prendendo coscienza che Lui non è distante ma più vicino e reale di quanto noi possiamo immaginare.
Fede è parlare con Dio a volte anche con toni accesi, senza paura. Parlo mai con Lui? Gli apro il mio cuore? Il braccio sinistro staccato dalla croce ci ricorda che fede è anche saperci guardare e accorgerci che la mano di Dio non resta sulla croce, distante, ma che si fa vicina, viene a cercare la mia attraverso le persone che ci amano e che ci sono vicine nella prova.