Dentro il Carisma...


 
ZELO: CHE COSA È
 
 
 
 
 
 
 
 Zelo, una parola usata da padre Médaille ma quasi scomparsa dal linguaggio corrente. Il dizionario riporta queste definizioni: fervida operosità, attivo impegno per un fine da raggiungere o per un dovere da compiere; viva passione.
Dunque “zelo” è l’interesse appassionato per qualcosa, interesse che mobilita tutte le risorse e le energie della persona convogliandole in una precisa direzione.
Forse per questo è parola di cui non ci serviamo troppo: viviamo in un tempo di frammentazione nel quale, relativizzati gli ideali forti e le grandi passioni politiche, ideologiche, religiose, sperimentiamo piuttosto la dispersione nell’estrema molteplicità degli stimoli e talvolta l’impressione della relativa interscambiabilità di tutto. “Sovraccarichi, sparpagliati, snervati” ci definisce con arguzia A. Hallier, un anziano monaco francese. Tra tante cose, che cosa merita il nostro zelo? L’esperienza continua dell’insufficienza del tempo ci porta piuttosto a “tirare via”, a dedicarci ad ogni persona o situazione “appena quel tanto che basta”. Non accade con frequenza di trovarsi davanti a un comportamento che si possa definire zelante; e anzi, a pensarci bene, la parola zelo è ormai usata piuttosto per indicare un coinvolgimento esagerato, una premura troppo ansiosa e invadente: appunto un “eccesso di zelo”.
Se diamo un’occhiata alla Scrittura, troviamo che la parola zelo vi è invece piuttosto di casa: in primo luogo per descrivere un atteggiamento umano, quello di chi è appassionato per il Signore e ha a cuore il suo onore, la sua alleanza con il popolo d’Israele e i suoi segni, la Legge, il tempio. Così Elia definisce più volte se stesso come “pieno di zelo per il Signore degli eserciti” e il salmista dirà di sé “mi divora lo zelo per la tua casa”. Anche Paolo, parlando del suo passato di persecutore dei cristiani, si indicherà come “pieno di zelo per Dio”. A riprova che non ogni zelo è di per sé rivolto al bene e che – come ricorda il libro dei Proverbi – “lo zelo senza riflessione non è cosa buona, e chi va a passi frettolosi inciampa”. Sorprendentemente però troviamo che questo termine è anche riferito con grande frequenza a Dio stesso, accompagnato da un altro, ad esso fortemente apparentato: “gelosia”. Entrambi dicono la passione che abita nel cuore del Dio santo che dimora in mezzo al suo popolo e traducono l’esigenza del suo amore, la reazione della sua santità offesa dall’infedeltà del popolo, ma anche la sua incrollabile fedeltà e la sua ardente tenerezza. Così Israele esiliato può invocare il suo Dio dicendo “Dove sono il tuo zelo e la tua potenza, il fremito della tua tenerezza e la tua misericordia?”. La salvezza attesa è certa, perché il Signore “ha indossato le vesti della vendetta, si è avvolto di zelo come di un manto”. 
Chiediamo dunque con forza il dono dello Spirito affinché “ciascuno dimostri il medesimo zelo perché la sua speranza abbia compimento sino alla fine” (Eb 6,12).