Frammenti di vita in Brasile


 
UNO STRANO DIPINTO
 
Nel mio viaggio in Brasile ho fatto anche una “strana esperienza”: ho incontrato tre bambini che mi sono parsi ricomporre (anzi, oserei dire: “dipingere ai miei occhi”) una nuova icona della Trinitá!
Un bambino (di 6-7 anni)  l’ho incontrato a Serrinha nella Cattedrale: stava per  incominciare la Santa Messa domenicale e lui, tarchiatello, in piedi sul banco, pantaloncini corti color giallo con righe viola, cappellino con visiera sulle 23  e ginocchia sbucciate, a un certo punto si é girato verso l’assemblea e ha cominciato ad osservarci con... : un binocolo!
Mi sono detta: questa é proprio l’icona del Padre a cui noi tutti appariamo “grandi”, anzi, il cui sguardo ridona a ciascuno la sua vera grandezza che deriva dall’essere stati creati a Sua immagine! Che bello!
Una bambina (di circa 7-8 anni) l’ho incontrata nella favela che sta crescendo vicino alla casa dove abitiamo a Feira de Santana.  La bimba usciva dal suo tugurio, davanti a cui scorreva lo scolo di una fogna, a piedi nudi, con un vestito leggero, stracciatello, dai colori sgargianti,  i capelli nerissimi, ondulati,  lunghi, sciolti sulle magre spallucce, la carnagione dal colore che ricordava la terra  fresca smossa dopo l’aratura...: era bellissima!  La casa di questo angelo aveva una porta sgangherata e una finestrella e, appesa al di sopra della finestrella, una gabbia con un piccolo uccello dalla voce divina. La bimba si è alzata sulla punta dei piedi e ha aperto la porticina della gabbia. Guardando questa scena  ho pensato al Figlio di Dio che si è fatto carne, che  è ”uscito da Casa sua” e non ha avuto timore di  sporcasi i piedi nel nostro fango, anzi, di lasciarci la pelle, per ridarci la libertà...
Il terzo bambino, già  più grande, forse sui 10-12 anni, l’ho incrociato a Paulo Afonso in una strada tutta trivellata di buchi e costellata da vari piccoli cumuli di immondizia: il ragazzino rovistava qua e lá... . A un certo punto, recuperati  piccoli pezzi di legno da cassette sgangherate e, dopo averli svuotati dal contenuto vario e puzzolente, sacchetti di plastica di  colori diversi, si é seduto su un muretto e ha cominciato a costruire..: un aquilone!
Alla struttura centrale di legno, dalla forma di croce, ha fissato  i pezzi di plastica ricavati dai sacchetti e, in fondo, a mo’ di coda, ha aggiunto, quasi con civetteria, un ciuffo fatto con striscioline di etichette di barattoli di pomodoro.  Posato il tutto accanto a sé sul muretto, ha estratto dalla sua tasca una cordicella piuttosto lunga e ha legato la sua opera d’arte; poi ha guardato il cielo (che era di un blu sfacciato e luminosissimo) quasi a chiedergli  se  desiderasse quel mosaico di immondizie, se fosse il momento giusto per offrirgliele... e, come avendone sentito la risposta affermativa, ha cominciato a correre: l’aquilone si é alzato. Il ragazzino correva...l’aquilone volava... e la gente che passava era obbligata ad alzare il capo per guardare in alto... .
Era forse questo “costruttore di tiramisú”, questo “maestro del riciclaggio”, questo “animatore di pezzi senza vita”,  questo “artista della strada”,  l’immagine della Spirito Santo che invochiamo come Padre dei poveri, Dolcissimo Sollievo, Riposo nella fatica, Consolatore Perfetto?!... Forse sì, era lui, perché non si lasciava bloccare dal disastro dei nostri cammini dissestati e, addirittura,  sapeva portare in Cielo anche le scorie della Terra facendone una ghirlanda di gioia e costringendo il grigio dei nostri occhi a riempirsi di luce e colore!
Ecco, porto in tasca al termine di questo giro nel Nord-Est del Brasile una nuova icona che, se dovesse essere fatta su tela, potremmo chiedere a tre pittori molto diversi tra loro (...forse, pensando ai bambini incontrati, potremmo chiedere a  Van Gogh, al Caravaggio e a Monet?!...) di mettere mano (e cuore!)  al pennello  per dipingere i “Tre Personaggi” divini nel modo più “vero” possibile...e consiglierei loro di usare come sfondo dell’icona le tinte dorate dei tramonti indimenticabili visti a Petrolandia...
 
 

                                                           Sr. Petra