Dentro il Carisma...


 
DESIDERARE RENDE FELICI
 
 
 
 
 Il desiderio, tema su cui Padre Médaille torna più volte nelle Massime, può essere uno dei fattori primari dell'infelicità umana? Questo moto dell'animo che aspira a un bene che manca, è una specie di anticipazione della realtà intravista dalla nostra fantasia la quale, si sa, non tiene conto dei limiti della realtà, ma la deforma. Il desiderio è una aspettativa e, scrive Manzoni, «sapete come è l'aspettativa: immaginosa, credula, sicura; alla prova poi, difficile, schizzinosa: non trova mai tanto che le basti, perché, in sostanza, non sapeva quello che si volesse; e fa scontare senza pietà il dolce che aveva dato senza ragione» (I promessi sposi, c. 38). Per questo la comitiva è più spensierata il sabato sera, la vigilia della gita, che la domenica sera, al ritorno, quando i più sono annoiati e brontoloni. I desideri recano sempre con sé qualcosa di smisurato e di irrealizzabile: si susseguono l'un l'altro in una ridda frenetica che turba e lascia sempre insoddisfatti. Ottenuta la cosa, se ne immagina subito un'altra maggiore, s'intende. Ci pare che il più gran bene sia quello che ci manca; se riuscissimo ad averlo cesserebbe subito di essere quel gran bene immaginato e aspireremmo ad altro con lo stesso ardore. Quante volte abbiamo esclamato dentro noi stessi: «Tutto qui?... Ne valeva proprio la spesa?». Si ha la salute, la bellezza, un'intelligenza portentosa, posizione sociale invidiabile, stabilità economica solida, eppure ci manca ancora qualche cosa, ci manca quello che gli altri possiedono... Ma il desiderio “mancato” ci educa: esso ci presenta cose quaggiù irraggiungibili, beni inalienabili, situazioni stabili e sicure per dimostrarci chiaramente che essi non sono tali e che noi siamo fatti soltanto per Dio.  L'insoddisfazione del desiderio è l'agguato di Dio per il quale il nostro cuore è stato fatto. È Lui il Bene, la somma di tutti i beni che l'uomo possa bramare. Quando lo avrai scoperto, avrai concluso l'unico affare importante della tua vita e abbandonerai spontaneamente le altre operazioni secondarie, felice di possedere quanto lo spirito immortale andava cercando. Allora  ripeteremo con san Francesco di Sales e con Padre Médaille: «Io ho pochi desideri e questi pochi li desidero pochissimo». Solo in Dio cessa l'irrequietezza dell'uomo che nel Signore scopre la fonte della Gioia, dell'Amore, della Pace e la sicura Ricchezza. “Signore hai fatto il nostro cuore per Te e resterà inquieto finché non riposerà in Te!” (S. Agostino, Confessioni). Ancora una volta padre Médaille educa il nostro cuore, e lo vaccina dalla delusione di chi rincorre la gioia credendola nei beni terreni, soprattutto nel denaro, che promette ciò che non può mantenere: la felicità.