Dentro il Carisma...


 
SOTTO LO SGUARDO DI DIO
 
 
 
 
  
“Convincetevi che in ogni luogo e in tutte le vostre azioni, Dio vi vede e vi osserva, e non fate mai alla sua presenza quanto non osereste fare davanti a una persona di cui avete del rispetto”. (Massima 35)
 
Molti di voi ricordano Rosario Livatino un giudice di Canicattì assassinato da alcuni sicari della mafia il 21 settembre 1990, a 38 anni non ancora compiuti. Era soprannominato il giudice ragazzino.  Servitore silenzioso e infaticabile della giustizia e perché sul suo tavolo di lavoro teneva un crocifisso ed un Vangelo. Perché sulle pagine della sua agenda si è trovata questa sigla: "STD", ovvero "Sub Tutela Dei", sotto la tutela di Dio, sotto la protezione di Dio, sotto lo sguardo di Dio. Perché tutte le mattine si fermava a pregare da solo, in silenzio, in una chiesa vicina al tribunale. "Non sapevo chi fosse - ricorda il parroco - avevo solo capito che era un magistrato. Rimaneva per un po’ e poi se ne andava in silenzio”. Il Vangelo trovato sul suo tavolo era tutto annotato, segno che lo teneva spesso tra le mani, lo rimuginava e dava senso e forza al suo impegno. Una vita vissuta alla luce del Vangelo, un Vangelo vissuto e incarnato nella vita. Quale migliore commento a questa Massima di Padre Médaille? Sentirci ogni giorno sotto lo sguardo amorevole e misericordioso di Dio. Uno sguardo d’amore che invita ad amare e a fare della propria vita un regalo. Uno sguardo d’amante, non uno sguardo inquisitore:
 
Il nostro Dio è un Dio che veglia,
non un Dio che sorveglia.
Perché si sorveglia in nome della legge,
ma si veglia in nome della tenerezza.
 
È questa l’immagine di Dio che Padre Médaille ci invita a portare dentro le nostre giornate.  E non esagera nemmeno nell’uso dei termini. Non ci chiede di prostraci, di fare cose strane, abluzioni, accensione di candele, offerte particolari, ma: “ non fate mai alla sua presenza quanto non osereste fare davanti a una persona di cui avete del rispetto”. Semplice, “democratico”, alla nostra portata, quasi un galateo nei confronti del buon Dio che non merita nessuno sgarbo.
“Spesso accade che, guardandosi nel cuore e pensando a Dio, si provi un disagio difficilmente definibile, come se Dio non fosse contento delle nostre scelte, della nostra vita. Come se si avvertisse una sorta di paura ad apparire davanti a Lui, ad aprirgli i nostri scrigni nascosti, così intimi, personali. La questione fondamentale evidentemente rimane sempre quella dell’immagine di Dio. Quando l’uomo si lascia sorprendere da Dio, in maniera che Dio gli possa rivelare la sua vera immagine, allora e solo allora questo sguardo nel cuore cambia. Quando noi comprenderemo che Dio è la misericordia, l’amore, che Dio è come le viscere materne che fremono per noi, la vita sarà una festa. E guardare nel proprio cuore sarà sempre guardare nella libertà”  (p. Marko Ivan Rupnik, Gli si gettò al collo)
Non c’è miglior commento.