Dentro il Carisma...


 
L'ALFABETO DI PADRE MÉDAILLE:
 
AMORE
 
 
 
 
Non si poteva prendere il “la” da una nota migliore di questa, sia che si tratti dell’amore di Dio o dell’amore verso il prossimo. Noi usiamo questa parola per indicare le diverse capacità che il nostro cuore ha per manifestare emozioni e sentimenti assai diversi tra loro: amore di amicizia, amore passionale, amore puro, amore oblativo. Per esprimere l’amore nel suo grado di concentrazione più alto, padre Médaille ricorre all’Eucaristia, definendola “l’amore degli amori”, (Lettera Eucaristica, 25) il massimo, ”l’oggetto di ogni nostro puro e  santo amore” (Lettera Eucaristica, 5). Padre Médaille coglie in verità il cuore di Dio, perché l’Eucaristia è la vita di Cristo offerta per noi, ed Egli non ha forse detto che “non c’è amore più grande” che dare la vita per chi si ama? “Condurre molte anime al grande e autentico amor di Dio” è lo scopo – scrive nei Regolamenti – “per il quale il loro piccolo Istituto è stato fondato”, ed essa professa di essere “la congregazione del più puro e perfetto amore” (Lettera Eucaristica, 26). Ma l’amore non è per padre Médaille una parola priva di concretezza, e ristretta nei margini della pura fede o della devozione. Ricevuto come un dono dalla sorgente che è la Trinità, l’amore discende a cascata e rimbalza in un agire concreto verso un preciso destinatario: il caro prossimo. Allora l’amore diventa Carità, amore introdotto nelle vene della relazione reciproca, della famiglia, della Chiesa, della società. Allora l’amore genera la fraternità, e nell’esperienza della tradizione giuseppina, il sorgere delle piccole comunità che attraverso il tempo si sono moltiplicate in diversi Stati, avverando il sogno del Fondatore: “…che si diffonda in tutta la Chiesa” (Lettera Eucaristica, 8). Rispetto all’amore, per Dio e per il prossimo, la realtà di una Congregazione che cosa rappresenta? Prima di essere una struttura o una istituzione di Chiesa, essa è un terreno fecondo dove cresce l’amore di tutti e di ciascuno ad una medesima vita, la vita di Dio.
La Congregazione è fatta di comunità, piccoli nuclei generatori a loro volta di altri, perché la forza del Risorto – l’Eucaristia – li attraversa ed essi non possono trattenerla, ma la distribuiscono, la irradiano in loro e fuori di loro. In questo sta la loro originalità e il loro valore spirituale: nel praticare effettivamente e pubblicamente i principi evangelici nel contesto di una vita cristiana normale, quotidiana.
Sostare davanti “all’amore degli amori”, adorare con cuore puro e continuamente purificato, richiede una formidabile capacità di resistere al calore che da esso si irradia nelle nostre vite, spesso refrattarie all’incandescenza.  Eppure non c’è altra via per coloro che sono chiamati a vivere di fronte al mondo una vita consacrata a Dio, nella quale “il puro e perfetto amore si esprime in ogni cosa” (Massima 61).