Dentro il Carisma...


 
L'ALFABETO DI PADRE MÉDAILLE:
 
EUCARISTIA
 
 
 
 
 
Questa è una delle parole centrali della spiritualità del Piccolo Disegno, che è fondamentalmente eucaristica.
E’ una delle realtà centrali della vita della Chiesa, che celebra l’Eucaristia e vede in essa la sua origine e la presenza reale di Cristo.
L’Eucaristia è anche all’inizio del Piccolo Disegno, e serve – dice padre Médaille – “a conservarla e farla crescere nella virtù”. L’Eucaristia è la più breve e potente sintesi dell’amore di Gesù e anche per padre Médaille essa riassume il “modello perfetto di questo Piccolo Disegno” (Lettera Eucaristica 5).
La piccola associazione rimarrà qualcosa di piccolo, di nascosto, esattamente come lo è Gesù nell’atomo dell’Eucaristia: “In breve essa apparirà sempre un nulla nel mondo…”(Lettera Eucaristica 7).
Il Verbo si è fatto “un nulla” quando, entrando nel mondo, si è fatto carne.
L’Eucaristia ha lì il suo punto di partenza, nell’Incarnazione.
Essa moltiplica e continua questa presenza fisica, storica, corporale di Cristo nel mondo.
Ad ogni Eucaristia Cristo continua ad annientarsi in me, spingendomi a vivere la comunione con tutti: “…per il fatto che è comunione unisce tutti i fedeli tra loro con una unione comune…” (Lettera Eucaristica 28)
“ L’ Eucaristia si comunica..:”  e anche “la nostra piccola istituzione deve poi comunicarsi” per raggiungere “tutti gli altri fedeli”  (Lettera Eucaristica da  41 a 44).
Vuol dire continuare nella vita, e non solo in chiesa, durante la celebrazione del sacramento, ciò che Cristo ha fatto.
L’Eucaristia è un dono: “prendete”, “bevete”.
Niente, neanche la vita Egli ha tenuto per sé.
L’Eucaristia è il contrario dell’ amore che prende, che esige, che ruba.
Fatevi dunque pane spezzato, ci dice padre Médaille, immettendo nel mondo la corrente dell’amore che spezza le chiusure dell’egoismo, che penetra dentro i confini della nostra vita creando varchi, aperture dove la grazia possa filtrare e collegare le esistenze tra di loro e con Dio.
“Quando ho fatto la comunione mi accorgo che non ho doni, né primizie, né coraggio, né cose grandi da offrire: sono solo un uomo con la sua storia accidentata, con deserti e con qualche oasi, ma dentro qualcosa si apre perché si depositi l’orma lieve di Dio, lieve come l’ostia. Faccio la comunione e Dio mi abita e quel che appare incredibile è che Dio si accontenta di quel groviglio di paure, di quel nodo di desideri che io sono. Gli vado bene per quell’abbozzo di comunione che si apre in me” (Ermes Ronchi).
E questo fino a che “Cristo sia tutto in tutti(Col. 3,11)
E questo, solo questo, è il Regno