Arte & Liturgia


 
ASSUNZIONE
 
Annibale Carracci (1590)
 
In questa scena tutto sembra in movimento, salvo nella parte bassa del dipinto in cui degli uomini circondano un grande e pesante sarcofago. Essi si voltano verso l’alto, dove una donna è come attratta, aspirata, verso il cielo che si apre sulla luce e sui piedi di un angelo.
Questa composizione è particolarmente chiusa sul gruppo e il paesaggio appare appena, ma anch’esso è in movimento; un albero scosso dal vento, una nube che spinge le altre più scure per lasciare spazio al cielo sempre più luminoso verso l’alto. Il movimento interessa anche la colonna che separa i due mondi, ma che si incurva per mostrare la loro relazione.
Il pittore vuole rappresentare l’assunzione di Maria. La relazione tra la terra e il cielo è diretta e il movimento dell’apostolo in primo piano crea un asse centrale e verticale che va dalla morte, simbolizzata dal lembo di lenzuolo, alla vita che anima Maria, dipinta come la donna vivente, innalzata al cielo.
Maria apre le sue braccia per la preghiera e l’adorazione, ma contrariamente ad altre tele con lo stesso soggetto, non la si vede già nel cielo; il pittore indica così che esso è ancora chiuso per noi, ed è per questo che possiamo vedere solo i piedi dell’angelo.
Maria, madre della nostra speranza, prega per noi.