Arte & Liturgia


 
CRISTO ABBRACCIA SAN BERNARDO DI CLAIRVEAU
 
Francesco Ribalta, 1565-1628
 
 
Questo quadro ci colpisce per la suo estremo spogliamento: i colori si riducono all’opposizione tra il fondo nero e le figure chiare; la composizione è centrata sui due personaggi situati in uno spazio neutro in cui si percepisce appena sullo sfondo la croce e due testimoni, che servono a rilanciare il tema della contemplazione.
Ribalta, pittore barocco, raggiunge l’ascetismo dell’arte cistercense così come la sollecitava Bernardo di Clairvaux quattro secoli prima. Più ancora, egli rilegge la mistica di questo grande santo medioevale alla luce della Contro Riforma. Qui la dolcezza si sostituisce alla sofferenza. La carne è quella del Risorto dai morti. Ribalta ci offre una sorta di pietà, dove la compassione si esercita di più dal Cristo nei nostri confronti, verso di noi peccatori. Chinandosi teneramente su San Bernardo e prendendolo tra le braccia, il corpo di Gesù si fa vicino, assume il suo peccato e gli offre un amore incondizionato e personale. Abbandonandosi nelle sue braccia, Bernardo risponde a questo amore con la semplicità di un bambino. Egli assapora una pace profonda nell’intimità di Dio e un sorriso di beatitudine illumina il suo volto.
Solo la più grande umiltà può dare l’audacia di avvicinarci così a Dio. L’umiltà di riconoscerci come dono di Dio ci permette di donarci a Lui. “La ragione per cui si ama Dio è Dio stesso e la misura di questo amore è di essere senza misura” scriveva san Bernardo.