Dentro la notizia...


 
UNA SOLA DIMENSIONE
 
 
 
 
 
 

Incuriosisce e preoccupa la visione dell’uomo e della donna veicolata attraverso la pubblicità : davanti a un buon minestrone, “Tu se ciò che mangi”; davanti a una crema antirughe, “Tu meriti una pelle sempre giovane”; davanti all’auto che ti costa un capitale, “Tu puoi spendere molto di più, perché sei sfacciatamente lussuoso”. Praticamente un vizioso ad oltranza.

Riduzioni dell’immagine dell’uomo e della donna a consumatori.

E pensare che il Creatore aveva fatto un’offerta ben più ampia, come ci ricorda il salmo 8 “L’hai fatto poco meno di un dio, gli hai offerto una corona di splendore e di gloria, gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi”. Chi ha ridotto lo spazio interiore dell’uomo, retrocedendolo a immagine e somiglianza di una pattumiera che ingurgita di tutto e non è mai sazia?  “Un nemico ha fatto questo” (Matteo 13,28) dice la Scrittura, seminando la zizzania della riduzione ad un’unica dimensione: quella orizzontale. E così l’uomo si convince che la terra promessa è soltanto questo miserabile spazio, pieno di rumori, limitato da mura altissime dalle cui feritoie passa una misera luce: una galera, dotata di tutti i comforts, da difendere ringhiando, da non spartire con nessuno. Il cuore dell’uomo è così vasto da poter contenere Dio, ma l’interessato ha finito per stiparvi dentro un cumulo di carabattole.

Io, te, ridotti ad essere unidimensionali, ridotti a “sembrare”, a “potere”, a “valere”, invece di essere semplicemente noi stessi. Continuo la lista?

L’amore ridotto a sesso, la libertà ridotta a permissività, la donna ridotta a cosa, la persona ridotta a numero, funzione, il progresso ridotto a opera distruttrice, la fede ridotta a morale, la formazione ridotta a indottrinamento, la religione a osservanze, l’insegnamento a predica, la preghiera a pratiche, il Vangelo a formulette o bans estivi, l’impegno per Cristo a formalismo, la fedeltà ridotta a stanca ripetizione…

Ecco l’uomo diffamato, rimpicciolito, privato dei suoi orizzonti di grandezza.

Per favore ribelliamoci. Torniamo a riprenderci la nostra statura, allarghiamo lo spazio della nostra libertà, affacciamoci su orizzonti da capogiro, scaraventiamo lontano la pietra che ci è stata posta al collo come una macina da girare per far crescere i consumi del mercato. Attenzione: basta un attimo e ti ritrovi in trappola. Il Nemico sussurra: “Tu non sei che…”. Mentre nel nostro cuore il Figlio dice “Tu sei ben altro”. Scriveva un saggio: “Sono figlio dell’uomo e della donna, a quanto mi dicono. Ciò mi stupisce…credevo di essere qualcosa di più” (Lautréamont). Rimettiamo le cose a posto.