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CREDO LA CHIESA
 
 
 
 
 
 
I primi martiri si fecero strada, si fecero carne, cuore, voce di un Amore calato nelle vene della storia. Non cedettero e il loro sangue, lasciato sulle graticole, penetrato nel suolo dei circhi romani, sulle croci, firmò il pegno per non lasciare sbiadire l’Amore.
Nasceva con loro la Chiesa. Ancora oggi il cristianesimo porta questa convivenza con il martirio. Qui in Occidente le persecuzioni che un tempo erano di Nerone o Domiziano portano il volto dell’indifferenza o dell’attacco mediatico alla Chiesa. La Chiesa conosciuta ormai solo più attraverso la televisione o i giornali, che la azzannano nei fianchi delle sue debolezze, la accarezzano quando parla di pace, la giudicano antiquata se difende la vita ad oltranza, ne filtrano il messaggio come se fosse un partito politico con a capo il Papa. Ma di che Chiesa stiamo parlando? Anche noi battezzati (e quindi Chiesa) vorremmo una Chiesa perfetta, per poi scoprire che non potremo mai farne parte perché le addosseremmo la nostra fragilità. Svogliata superficialità che giudica senza misericordia. Resta vero che se lasciamo svaligiare la nostra interiorità, ciò che rimane del nostro cristianesimo è la crosta esterna, mentre una sordità collettiva anestetizza la percezione di una Presenza che nella Chiesa vive.
E’ solo la Chiesa che ti può annunciare Cristo Figlio di Dio, per noi morto e Risorto.
E’ solo questa comunità, di cui tu fai parte, che può annunciare al mondo che la morte è vinta, che dopo il tuo ultimo respiro non sarà il nulla ad averti, ma Cristo.
E’ solo la Chiesa, che nell’abbraccio della sua fede millenaria, attraverso il Battesimo può agganciare tuo figlio alla promessa della vita eterna.
E’ la Chiesa che ti dona nella Confermazione lo Spirito di Cristo.
E’ la Chiesa che ti perdona e ti incoraggia ad offrire il perdono a chi ti ha offeso.
E possiamo noi rinunciare all’Eucarestia, la forza di Cristo, la presenza di Cristo in noi?
Tutte le altre speranze che il mondo può avere sono solo aspettative, che durano un po’ e poi passano. La Chiesa ti dona la fede e il suo compito, nel tempo è appassionarti a Cristo.
Poi anche lei finirà. Non abbandoniamo la nostra fede. Questa Chiesa in diverse parti del mondo, nei suoi figli patisce violenza, ed è attraverso quelle ferite che possiamo vedere la dura legge del cristianesimo: per vivere pienamente occorre morire a se stessi e forse anche davanti agli altri. Vite perse? Difficile capirlo, perché noi siamo incapaci di leggere tutti gli avvenimenti della storia, sempre eccedenti rispetto alla nostra comprensione. Quando leggiamo sui giornali l’uccisione di cristiani, o anche di uno solo, diciamo dentro di noi: “Credo la Chiesa” e desideriamo di testimoniarla di più. C’è chi parte per fare questo, c’è chi resta, ma in Sud America delle favelas o nel Nord Est della “bea vita”, o nelle nostre città, Cristo rimane una pietra di inciampo e la Chiesa la fontana del villaggio. Perché non moriamo di sete.