Dentro il Carisma...


 
NON LONTANI DAL REGNO
 
 
 
 
 
 
“Adempite tutti gli obblighi del grande e autentico amore di Dio e avrete fatto tutto” (Massime Istituto, 77)
 
Il termine “obbligo” ci fa pensare al dovere, alle cose che si devono fare; ma raramente in tutto ciò che impegna le nostre giornate riconosciamo “gli obblighi del grande e autentico amore di Dio”. Perché? Perché siamo convinti che ciò che riguarda la sua sfera sia da risolvere nel culto e non nella vita.
Interrogato da uno scriba riguardo alle cose a cui dare assoluta priorità, in rispetto e obbedienza alla legge di Dio, il Signore Gesù riesce a essere estremamente preciso e sintetico. La prima e più importante cosa da fare è mettersi in un paziente ascolto del mistero di Dio e dell’unicità della nostra relazione con lui. 
 
Gesù rispose: «Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore;
amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima,
con tutta la tua mente e con tutta la tua forza» (Mc 12,29-30)
 
Sommersi e sollecitati da un mare di informazioni quotidiane, risuona per noi davvero poco scontato questo invito. Dal momento in cui mettiamo i piedi fuori dal letto, fino all’istante in cui — solitamente sfiniti — ci corichiamo, veniamo raggiunti da parole, fatti, situazioni che reclamano tutte allo stesso modo un diritto di urgenza presso di noi. Molto facilmente — e molto ingenuamente — ci ritroviamo a essere servitori di molti — troppi —padroni, dimenticando che la nostra vita appartiene, in realtà, a uno soltanto: il Dio che ci ha creato e ci ama. Non sembra contaminato da questa distrazione Padre Médaille, talmente libero di cuore da ricordarci di non consumare, disperdere, sottovalutare tutte le occasioni, lungamente attese, che ci vengono offerte dalla Provvidenza.  Ci sembrerebbe difficile affermare che “gli obblighi del grande e autentico amore di Dio” siano unicamente la partecipazione all’Eucaristia, la preghiera personale o comunitaria, gli atti di pietà per ritenere di aver “fatto tutto”. La preghiera sta nella vita e la vita sta nella preghiera.
Pregare, mettersi in ascolto della realtà e della volontà di Dio è l’unica strada per non trasformare l’amore per gli altri in una chimera o in un tiro pericolosamente fuori bersaglio e – viceversa – per non risolvere negli atti di culto il nostro amore per Dio. Molto facilmente il tentativo di voler bene e di restare fedeli al nostro prossimo — scelto o capitato accanto a noi — corre il rischio di diventare un inutile e dannoso sacrificio, quando non è illuminato dalla parola di Dio. E ci fa perdere la gioia più grande che possiamo sperimentare in questo mondo: sfiorare le porte del Regno per il quale dobbiamo “fare tutto”.
 
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: 
«Non sei lontano dal regno di Dio» (Mc 12,34)