Arte & Liturgia


 
MARIA, TERRA IMMACOLATA
 
Padre M.I. Rupnik
 
Per prepararci alla festa dell’Immacolata, contempliamo la bellezza di questa donna che Dio ha scelto per diventare madre di Gesù. La nuova vita, vita del Figlio di Dio, nascerà dall’annuncio dell’angelo che Maria, terra immacolata, accoglie con piena disponibilità. Lo Spirito ha il potere di lasciar penetrare la Parola di Dio fino al cuore del cuore. Dall’orecchio, la Parola scende all’utero dove diverrà carne. Questo è il vero ascolto: permettere alla Parola di divenire realtà: “Avvenga di me secondo la tua Parola”. Tutto ciò è espresso dalle mani della Vergine che cede alla Parola, consente all’Altro di parlare rimanendo in un silenzio attivo e gravido di ascolto. Poi “custodisce tutte queste cose” nel rotolo che la mano porta sul cuore, mentre l’altra ci indica il ventre che ospita Gesù. Sono i segni della sua maternità, ma anche della sua verginità spirituale che consiste appunto nel non considerarsi artefici della vita, ma piuttosto recettori di vita, sapendo che essa non viene da noi ma è dono di Dio. Noi siamo solo terreno, in cui Dio può deporre un seme perché germogli la sua stessa vita. In questo modo, la terra torna ad essere un luogo dove gli angeli possono camminare, perché una donna è divenuta tenda dell’Altissimo, “casa di Dio” e “tempio del Signore”. Se Dio ha abitato in una casa, ora desidera un cuore e un corpo in cui prendere dimora. La forza della Parola che brucia dell’amore di Dio scende su di noi con la delicatezza di una colomba, perché l’amore di Dio non sopprime, né schiaccia, ma abbraccia lasciando la possibilità dell’accoglienza o del rifiuto.