Arte & Liturgia


 
IL PASTORE SOGNANTE
 
Terracotta realizzata secondo la tradizione napoletana del XVIII secolo
 
 «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento» (Mc 13,33-37)
Pazienza se qualcuno troverà incongrua la scelta di un dormiente, quando Gesù invita espressamente a vegliare. Ma forse si può essere attenti anche a occhi chiusi. Almeno lo credono i napoletani, che pongono nel punto più alto del presepe (e più vicino al cielo) un pastore assopito: un personaggio scambiato da tanti per uno svogliato, disinteressato a ciò che sta accadendo, e invece immerso in un sogno bellissimo. A proprio modo, infatti, sta ricevendo l'annuncio ai pastori: tant'è che nessuno intende svegliarlo, per non guastargli la festa. Tornato cosciente, scoprirà che ciò che ha immaginato è reale e che la propria vita, come quella di tutti gli uomini, sarà marchiata da questo avvenimento di bene. Guarda caso, il nome del pastore - Benino - fa memoria del significato: a dire che il bene va fatto entrare nell'immaginario di ciascuno, nei desideri e nei progetti più alti.  
 Auguriamoci di vivere l'Avvento così: non come in sala d'aspetto, a far nulla, ma come al cinema, incantati dalla proiezione, a condizione che - usciti dalla sala - il sogno ci cambi di segno. Cioè che, riconoscendo la verità detta dal film, rinasciamo anche noi a vita nuova.  Il sognatore di terracotta ci fa passare dal pensiero che per tutti c'è una fine, a quello che per tutti può esserci un nuovo inizio. E’ stato soprattutto il Vangelo di Matteo, a mostrare come i sogni siano una zona frequentata dagli angeli, per togliere le paure agli uomini: è lì che a Giuseppe viene comunicata la notizia di Maria «incinta per opera dello Spirito Santo»; è lì che si preannuncia il destino del figlio Gesù, che «salverà il suo popolo dai suoi peccati»; ed è ancora lì, nei sogni, che Giuseppe e i Magi vengono messi in guardia dai pericoli e aiutati a scansarli.