Arte & Liturgia


 
UN TRENTENNE DI NOME GIOVANNI
 
(Guido Reni, 1636-37)
 
«Voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore...» (Mc 1,1-8)
Solo alcuni artisti sottolineano la verde età di Giovanni: essendo più vecchio del cugino Gesù di appena sei mesi, quando gli fa da precursore non ha più di trent'anni.  Pur ponendo Giovanni nel deserto, l'artista non rinuncia alla gente - che accorre per farsi battezzare - e a qualche traccia di vegetazione, forse a evocare l'ultimatum «Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco» (Mt 3). Reni, però, non fa vedere la pelle di cammello di cui il santo si ricopre e neppure l'agnello che spesso lo affianca. Gli mette in una mano un bastone a forma di croce, fatto con due canne legate, e dipinge l'altra mano con l'indice puntato verso l'alto, per segnalare l'unico punto di riferimento da cui far dipendere ogni scelta. Se l'arte ci offre, del Battista, figure di ogni tipo, il Giovanni più vero non è quello frontale e solitario, ma quello sbilanciato, talvolta di profilo, antimonumentale, che anche nella postura mostra d'essere relativo a uno più grande di lui. Ci sarebbe da domandarsi come mai un Giovanni imberbe e seminudo sia tipico degli artisti del Cinquecento e della prima metà del Seicento. Ma è senz'altro più stimolante spostare i pensieri sul fatto che un giovane sia già capace di additare Gesù agli altri, benché assai difforme da lui. La sobrietà di Giovanni era spinta all'eccesso per fare spazio a Gesù, riconoscendolo come Signore e liberandosi delle cose e dei peccati che ne ostacolano l'accoglienza.