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EVITIAMO LE SCORCIATOIE
 
 
 
 
 
 
Ai bambini piacciono le scorciatoie, quelle che evitano di percorrere un sentiero per intero:
«Taglia giù di lì». «Venite di qua». «Seguite me, di qui è più corta».
E’ la soddisfazione di sbucare a sorpresa prima degli altri. E’ sentirsi conoscitori dei segreti del mondo, ma anche la voglia di far presto, abbreviando il tempo dell’andare che sembra solo uno spreco. E poi, il gusto di sfidare le raccomandazioni dei “grandi”: «State sui sentieri e seguite i segni”. Perché i “grandi” – quelli veri – le scorciatoie non te le insegnano. All’inizio è un gioco innocente. Poi l’innocenza svanisce e arriva l’incoscienza della giovinezza, con la sua passione per il gioco del bruciare le tappe dell’esperienza. Provare tutto, provare sempre, provare subito, come se la vita non avesse la sua fisiologia, come se mancare di rispetto al ritmo delle cose fosse l’unico modo per sentirsi vivi. Violare la sapienza del: «ogni cosa a suo tempo». Tutto, sempre, subito. La scorciatoia come ebbrezza della libertà scoperta. Alla fine, passa anche l’incoscienza e la scorciatoia, da gioco innocente, diventa improvvisamente una cosa seria.
Così capisci, perché i “grandi” – quelli veri – le scorciatoie non te le insegnano mai.
Una coda saltata, un cartellino timbrato dal collega, un esame copiato.
Un pagamento in nero, un appalto truccato, una tassa evasa.
Un voto scambiato, una promessa che mai si manterrà, una bugia “a fin di bene”.
Una relazione senza impegno, un rapporto rotto al primo intoppo, un’amicizia di interesse. Una tv come baby sitter, un «no» mai detto al figlio, uno schiaffo per aver ragione. Un farmaco per vincere, una droga per divertirsi, un bisturi per abbellirsi.
Scorciatoie per far quadrare il tempo, far tornare i conti, non perdere occasioni buone.
Nulla di male. Tutto a fin di bene. Invece, no. Passata l’innocenza e l’incoscienza, la scorciatoia è una questione di potere, quello che bada ad affermare sé, incurante degli effetti che avrà su chiunque altro. Il potere di chi arriva prima e occupa le posizioni, di chi coglie di sorpresa e invade il territorio.
E le scorciatoie – “quelle scorciatoie”, senza innocenza e senza incoscienza – sono una forma di manipolazione e di assoggettamento dell’altro, che si tratti di una persona, di un’istituzione, di una comunità. Nel bambino di Betlemme c’è il volto di un Dio che non ama le scorciatoie. Percorre per intero il sentiero dell’essere uomo. Ne segue fedelmente i contorni senza mai perderne la traccia, per essere uomo fino in fondo, in tutto e per tutto, senza eccezioni, senza sconti. Senza scorciatoie.
Costringe anche il suo Vangelo a non prenderne mai una. Perché la Sua Parola non è un violento strapotere che vince e soggioga con la scorciatoia del convincere, ma una forza mite e liberante.  Per arrivare a Natale, fa’ il presepe, tieni accesa la corona dell’Avvento, non mancare alla Novena. Ma soprattutto: non prendere scorciatoie.