Arte & Liturgia


NATIVITÀ

(Arcabas)
 
Quanta dolcezza e tenerezza della madre verso il suo bambino, quanta forza nella rassicurante presenza del padre che veglia sul sonno di entrambi, che calore viene trasmesso dall’asino e dal bue, e quanta gioia si dispiega nel volto sorridente e nella presenza silenziosa degli angioletti.
Arcabas, pittore e scultore contemporaneo nato nel 1926, ci comunica così, attraverso la sua arte, la meraviglia della nascita di Gesù a Betlemme, lo stupore per l’incarnazione di Dio nella vita degli uomini.
“Ora avvenne che mentre essi si trovavano a Betlemme, si compirono per Maria i giorni del parto ed essa diede alla luce un figlio, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia” (Luca 2,6-7)
Il neonato è raccolto completamente nell’abbraccio della madre, stretto nel suo affetto; entrambi coricati sulla paglia, avvolti in una calda coperta blu. Maria, stupendamente tranquilla, circonda di tenerezza Gesù e assolve così la sua opera di speranza e di promessa. Le sue mani disposte a croce esprimono al contempo protezione e benedizione sul bimbo addormentato. Sopra di loro, disposti come un volo di uccelli, tre angioletti in una gloria dorata vegliano su di loro. Quello che si trova in basso, con una espressione pensosa, la testa sorretta dal braccio, contempla la scena. L’asino e il bue soffiano la loro aria calda con le narici fortemente messe in evidenza. Come tutti i bambini appena nati Gesù è piccolo, fragile, come minacciato nella sua stessa esistenza e ha bisogno di protezione. In piedi, Giuseppe veglia. E’ andato a cercare una candela e ora protegge la fiamma vacillante dalle possibili correnti d’aria. Arcabas ce lo presenta come una persona solida, ben piantato sulle sue gambe forti e con la testa quadrata, figura che ritorna sovente nelle opere di Arcabas. Il suo profilo è rischiarato dalla fiamma della candela che ci richiama le opere di  Georges de La Tour (contemporaneo di Padre Médaille): la fiamma lo attraversa e lo rende come trasparente sul mistero che contempla. Arcabas, affascinato dal mistero di Dio che si fa bambino sulla terra degli uomini, celebra così la grazia della Natività e la gloria del Bambino Gesù.