Lectio del Mese


 
Lectio offerta dalla Equipe di Spiritualità dell'Istituto Suore di San Giuseppe

 
 
CHI CERCA TROVA
(Mt 7,8)
 
 
TESTO
«Chi cerca trova»
 
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LECTIO
 
 
 
 
Chissà se quando il Signore Gesù ha pronunciato queste parole da adulto stava pensando ai pastori, oppure ai Magi, questi misteriosi viandanti, che «vennero da oriente per adorarlo» (2,1.2) nei giorni della sua nascita in questo mondo? La festa dell’Epifania completa — senza concludere — il percorso del Natale, ricordandoci che attraverso la sua Incarnazione, Dio non è semplicemente apparso nella storia, ma si è manifestato, lasciandoci tutta la responsabilità e la gioia di doverlo cercare e riconoscere.
La nascita di Gesù Cristo è una luce sfolgorante che Dio, un giorno, ha cominciato a far brillare tra le tenebre del mondo. Nella misura in cui ci lasciamo illuminare da questa luce, diventiamo a nostra volta luminosi e capaci di rivelare al mondo la Buona Notizia che Dio è con noi. Ma in cosa consiste questa luce capace di rischiarare tutta la «tenebra» che «ricopre la terra» (Is 60,2)?
 
Cercatori
Per accedere al mistero di Dio occorre essere uomini e donne in ricerca. Proprio come i pastori, che si lasciano scomodare dall’angelo nel pieno della notte, oppure come i Magi, che in ginocchio davanti al Bambino Re ci consegnano un favoloso insegnamento. La loro avventura ci ricorda che per incontrare Dio non possiamo essere persone accomodate, ma disposte a oltrepassare gli equilibri raggiunti per cercare, ancora, il meglio della vita. I Magi ci ricordano che IN OGNI GIORNO DELL’ANNO dobbiamo vivere da cercatori e discepoli. Ciò che li mette in cammino è il desiderio di conoscere e di incontrare. La stella è immagine della sapienza che guida il cammino dell’uomo verso la verità, la cui luce però conduce i Magi solo nelle vicinanze del Dio nato bambino. Infatti la ragione può solo intuire, indagare, immaginare questo mistero senza poterlo comprendere fino in fondo. La parte razionale deve, a un certo punto, aprirsi alla fede nella rivelazione che Dio ha voluto fare di se stesso. Per questo è necessario avere il coraggio di porre domande: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo» (Mt 2,2). Pur avendo fatto tanta strada, pur essendo persone ricche e dotte, i Magi non si vergognano di chiedere, di manifestare gli interrogativi che restano nel cuore. Non hanno paura di dire che il loro desiderio non si è ancora compiuto, che la loro vita non è pienamente felice.
 
Discepoli 
 
Per incontrare il Re che è nato bisogna essere viandanti, cercatori di Dio. Perché Dio non è semplicemente nato: Dio sta brillando. Eppure la sua splendida luce non è evidenza immediata, attende l’incontro con il nostro desiderio, con la nostra libertà in movimento. I Magi sono struggente icona di quella carovana di uomini e donne che lungo i secoli hanno attraversato i deserti della storia, silenziosi e ardenti di desiderio, o più semplicemente mossi dalla sete di vita, di giustizia e di verità. In Cristo Dio ci ha definitivamente cercato e trovato. Ormai è qui, è vicino; è uno di noi. Ma in qualche modo resta lontano, lontanissimo. Lo possiamo incontrare se seguiamo la stella che orienta la nostra vita, se non mettiamo a tacere il desiderio di verità, di bellezza e di bene che brucia e abita in ciascuno di noi. Chi ha smesso di cercare non conosce più la vita, né tanto meno la gioia. Si è arroccato dentro un pregiudizio, magari anche religioso; si è immunizzato dall’inevitabile fatica di scoprire e incontrare Dio, colui che restituisce il senso e il fine di ogni cosa. Solo i cercatori rimangono vivi e incontrano la verità. Perché camminano, sbagliano e imparano. Perché accettano di avere un solo nome sotto il cielo: discepoli.