Dentro il Carisma...


 
SPOLVERARE E PAROLE
 
 
 
 
 
“Parlate sempre bene degli altri e apprezzate molto le loro opere buone, scusando e facendo scusare il meglio possibile i loro eventuali difetti” (Massima 12)
 
Ogni tanto abbiamo la lodevole abitudine di spolverare tavoli, scaffali, mobili vari. Siamo nemici irriducibili della polvere che, ostinatamente, si presenta in casa nostra. Una operazione insolita è invece quella di spolverare le parole. Eppure – ci ricorda questa Massima di padre Médaille – ne hanno bisogno anche loro. La polvere si accumula sulle parole non quando non si usano, ma quando le si adopera spesso e male. Le parole, quando si abusa di loro, hanno l’abitudine di coprirsi di un particolare tipo di polvere che le rende opache, e anche micidiali per la salute, “poiché la bocca parla della pienezza del cuore” ci ricorda Gesù, e la loro fonte potrebbe essere un pochino inquinata.
“Parlate sempre bene degli altri”.  Non è un consiglio, è proprio una direttiva.
“E apprezzate molto le loro opere buone”. Non è una strategia per accattivarsi le simpatie altrui, è un antidoto contro la nostra invidia, un promemoria per il nostro metro di misura degli altri che di solito è basso o corto.
“Facendo scusare il meglio possibile i loro eventuali difetti”. Già, perché si possono apprezzare gli altri, si può dare loro un “dieci”, ma accompagnando la lode con un “meno, meno”, con un “però”.
“Si è stato bravo, però se avesse….”, “Ha delle belle qualità, ma…”.
Il “però” e il “ma” servono a rosicchiare la lode, mettendo in luce un difetto, un limite, una imperfezione che magari nessuno ha notato, ma che non è sfuggita al nostro occhio rapace: un “eventuale difetto”.
Ma padre Médaille non è nato ieri. E’ sempre attuale la sua analisi del profondo e pertanto previene e sana alla radice la questione. Hai notato?
Non solo “parlate bene”, ma “sempre”.
Non solo “apprezzate”, ma “molto”.
“Scusando” e facendo scusare “il meglio possibile”, i loro “eventuali” difetti. Eventuali: non è detto che ci siano.
Insomma la spolveratura delle parole è una garanzia all’abuso che facciamo delle stesse, per restituire credibilità e verità a ciò che diciamo. E c’è un regalo per noi: facendo questo, ci stupiremo di sentirci parlare, perché ciò che diremo avrà un accento di novità perfino per noi. “Solo le parole contano. Il resto sono chiacchiere” (Ionesco).
Le parole spolverate, beninteso.