Dentro il Carisma...


 
SENZA CONDIZIONI
 
 
 
 
“Obbedite con fedeltà alle ispirazioni della Grazia…”(Massime di Perfezione,VI,7)
 
 
Basterebbe provare a chiedere a un cristiano qualunque cosa intende per Grazia e probabilmente ci sentiremmo rispondere con espressioni del tipo: “Stavo male e Dio mi ha fatto la grazia di guarire” oppure “Avevo perso la fede e Dio mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto la grazia e adesso credo” Il termine grazia è diventato sinonimo di forza, di una non meglio specificata energia divina o soprannaturale, sembra assumere un significato un poco magico. Non c’è parola, non c’è termine che non subisca il logorio dovuto all’uso, nemmeno le parole dell’anima e dello spirito, anche ad esse accade come ai coltelli che più vengono usati meno incidono e così infatti analogamente molti termini perdono di espressività. La Grazia per la Bibbia è la relazione gratuita che Dio offre all’uomo e che in Gesù si manifesta come amore, come volontà di immergere l’uomo in un circuito d’amore gratuito che lo sospinga a sua volta ad amare gratuitamente. Dio offre a noi una relazione con lui senza porre condizioni. Cosa affatto scontata, perché noi amiamo l’altro sempre sotto condizione: se se lo merita, se è degno, se è bella. Invece, come dice Paolo nella lettera ai Romani: Dio dimostra il suo amore verso di noi, mentre eravamo ancora peccatori (5,8). C’è un secondo aspetto: la sua grazia è senza ritorno, è per sempre. Nei nostri affetti, nel nostro modo di relazionarci, c’è come una forza di gravità che alla fine riconduce sempre su di noi l’amore che diamo, come il movimento di una pietra che lanciata verso l’alto, che ricade sempre su chi l’ha lanciata. Dio non subordina il suo amore alla nostra capacità di risposta: “Il Signore rimane fedele per sempre” (salmo 145).  Dio ama di un amore che non lascia l’uomo destinatario del suo amore, ma lo rende capace di amare. La risposta umana a questa Grazia si traduce concretamente in una vita che pone in essere atteggiamenti, gesti, parole, pieni di amore. Immaginiamo un pittore, un artista, un musicista, che invece di accontentarsi di chiedere agli alunni di ripetere la sua musica, rendesse ognuno capace di produrre una musica come la sua! Il Dio di Gesù è un Dio la cui «musica», il suo amore gratuito, senza condizioni e senza ritorno, rende l’uomo capace di dare continuità al Vangelo della Grazia, diventando egli stesso protagonista di un amore senza condizioni, che non ritorna su stesso e capace di iniziativa. Proviamo a domandarci, con Padre Médaille, quale di queste tre note con cui abbiamo cercato di far risuonare in noi l’amore gratuito di Dio, ci sembra la più necessaria nella nostra vita oggi. Magari si tratta di cominciare a togliere un po’ di condizioni, oppure di eliminare quella forza di gravità che nelle nostre relazioni ci vede metterci sempre al centro. Oppure si tratta di fare il primo passo, di prendere l’iniziativa in una relazione bloccata e stanca. Preghiamo insieme perché la chiesa suoni sempre di questa musica, di questa melodia dell’amore di un Dio che viene senza porre condizioni, che viene per donarsi e che sempre prende l’iniziativa.