Dentro il Carisma...


 
SALVATI PER VIVERE
 
 
 
 
 
Tante volte negli Scritti di Padre Médaille compare la parola “Grazia”. Ma serve davvero la Grazia nella nostra vita? E come possiamo sperimentarla, annunciarla?
Gli errori che facciamo, i nostri sbagli e quelli degli altri ci mortificano, nel senso che ci rendono come morti. La salvezza di Dio è invece un vivificarci. Salvezza non si riferisce solo alla fine dei tempi, ma si riferisce anche alla nostra vita attuale: è lì che si inserisce la Grazia.  La grazia di Dio agisce, ci fa vivere veramente e pienamente su questa terra. Anche se secondo il mondo sembra una vita normale o addirittura troppo semplice. Perché purtroppo vivere pienamente per il mondo è questione di eccessi, di lusso, ma quella non è la vita piena di significato che ci dona Dio. La salvezza è ottenuta per grazia è un dono che non ci siamo guadagnati e nemmeno meritati e non conta neanche quello che facciamo dopo. Spesso allora nasce una domanda: “Se Dio fa ogni cosa, noi che dobbiamo fare?” Noi non dobbiamo fare proprio niente, ma invece possiamo fare tantissimo. Possiamo vivere; vivere, sapendo della grazia di Dio, è un vivere in maniera adulta. L’idea di vivere in modo da guadagnarsi delle ricompense è infatti come un vivere da bambini piccoli che fanno i bravi solo perché hanno incentivi o castighi, non è quello un vivere adulto, autonomo, prendendosi delle responsabilità, cercando di non sbagliare, ma anche sapendo di poter sbagliare. Perché anche pensare di non sbagliare mai è immaturo. La grazia ci apre allora alla sperimentazione di nuovi sentieri nella nostra vita, senza paura di sbagliare. Questa grazia si può solo annunciare. Non si può imporre. Si può annunciare anche attraverso il proprio modo di vivere, testimoniandola dunque e non solo a parole. Infatti se è una forza della vita quella che riceviamo con la grazia, sarà anche attraverso la vita, attraverso la pace e la serenità che quella forza ci dona, attraverso la franchezza nei rapporti umani con gli altri, attraverso l’energia di non rassegnarsi al male che noi annunceremo la grazia di Dio. Annunciare la grazia di Dio è o dovrebbe essere un piacere. Il piacere di dare sostegno e vigore ai nostri cari, figli, nipoti come anche al nostro prossimo. Piacere perché è bello condividere con gli altri le cose buone, perché si accresce la gioia sperimentando la grandezza dell’amore di Dio. Annunciare che il Signore è come un buon padre, misericordioso, che ci rimprovera alle volte o spesso, ma che ci ama sempre in ogni occasione, non solo fa crescere bene i bambini, ma anche agli adulti toglie quel velo di tristezza o quell’ansia profonda in cui spesso vivono, e cancella spesso anche l’egoismo, che si nasconde in ragionamenti complessi. Che piacere dunque annunciare la grazia di Dio, e che piacere vivere fino all’ultimo giorno intensamente, sapendo che la grazia di Dio è sovrabbondante verso tutti.