Arte & Liturgia


 
LA LUCE DEL SOLE
 
Edward Munch
(1863 - 1944)
 
Una esplosione di luce; ecco il sole che si innalza nel cielo, sopra la terra e il mare.
Un quadro che bene si inserisce in ogni periodo dell’anno, tanto ci ricorda la luce che ogni mattina ci raggiunge e sveglia il mondo.
Ecco come rappresenta Munch il sole che dardeggia con i suoi raggi. Egli ne rappresentò alcuni, e a ciascuno diede una particolare deflagrazione di raggi e di energia: “Gioisci del sole” scriveva il pittore, “come le piante che volgono le loro foglie verso la luce”. Oltre ad un sentimento di pienezza che esso ci procura, il sole ci affascina perché sfida la nostra capacità di percezione e di rappresentazione.
Nei raggi e nei cerchi Much individua la traduzione plastica dell’astro. Al centro un cerchio bianco, il colore del massimo stupore. La pittura si volge simultaneamente verso l’esterno e verso l’ interno, in una meditazione sul visibile, ma anche sull’immaginazione che il pittore ci regala. Ed è stupefacente anche questo, perché ben lungi dall’immagine depressa e triste che sempre è stata affibbiata a Munch (noto è il suo quadro drammatico “L’urlo”) egli era un uomo profondamente attaccato alla luce e alla vita. Per lui l’essenziale è pieno di significato: egli avvicina i raggi solari a quelli dell’anima, e la sua forma è quella dell’occhio. Il sole in qualche modo ci guarda, e il suo occhio e il nostro si corrispondono, si rischiarano reciprocamente.
Per Munch il sole è in qualche modo il simbolo della luce. L’esplosione dei colori ai quali assistiamo contemplando il quadro non è casuale: egli credeva nel potere del colore di dare vita ad una miriade di sfumature differenti, e di dare voce anche ad una miriade di sentimenti. Quali avvertite in voi contemplando questo dipinto?