Lectio del Mese


 
Lectio offerta dalla Equipe di Spiritualità dell'Istituto Suore di San Giuseppe

UNO SU DIECI
(Lc 17,11-19)
 
 
TESTO
Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono sanati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce;  e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano.  Ma Gesù osservò: «Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono?  Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?». E gli disse:  «Alzati e va'; la tua fede ti ha salvato!».
 
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LECTIO
 
 
 
 
E' una delle pause più lunghe che il Vangelo serbi nelle migliaia di pagine in cui tratteggia Dio coi suoi misteri: «Gli altri nove dove sono?» Una sorta di solitudine affligge il Cristo: è la mancanza di una compagnia, gli manca l'uomo. Era capitata la stessa cosa al Padre, e la reazione fu la stessa: «(Adamo), dove sei?» (Gen 3,9) L'amore è un signore: non chiede “Cos'hai fatto? Dove ti sei ficcato? Ingrato: dopo tutto quello che ho fatto per te”. Nessun astio, solo una questione d'interesse, un'intimità: mi manchi. Nessuna domanda è mai indiscreta: le non-risposte, a volte, lo sono. Il Figlio dell'Uomo conosce a menadito gli uomini dall'eternità: vivendoci assieme, però, è come se avesse guadagnato il loro lato ordinario, il romanticismo non è roba sua. Non s'aspetta nulla in cambio: “senza-pretese” è il soprannome del suo amore che non è disposto a mutare, costi quel che costi. Il ritorno di un grazie spontaneo, però, farebbe felice anche il Cielo: «Non si è trovato nessuno all'infuori di questo straniero che tornasse indietro a rendere gloria a Dio?»
Guariti, sono tutti tornati ai vecchi mestieri e passatempi d'un tempo. Nel mentre della malattia, i congiunti fendevano l'aria chiedendo loro di sognare per soffrir di meno: “Cosa faresti se, d'improvviso, tu guarissi?” Era un piacere, una sorta di palliativo della malattia, immaginarsi amanti, commercianti, guerrieri. Al bar, in cantina, a far gli uomini-immagine. Scarnificati dalla lebbra, a ciascuno in petto ardeva di poter fare l'impossibile, l'esatto contrario di ciò che invece erano costretti ad essere: gl'immondi, gli impuri, gli schivati. La pietà defunta a dieci metri di raggio dal loro corpo.
Un giorno, improvviso, l'inimmaginabile s'avvera. La malattia, sovente, è il paese degli incontri: «Appena li vide, Gesù disse loro: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”». Diventa il paese di Dio: a guarirli è il piglio d'una voce-medicinale, la prescrizione è sempre quella di riallacciarsi le scarpe, l'aspettativa è che, camminando, s'accorgano d'essere stati sanati: «La vita di ognuno può starsene descritta dentro qualche cammino fatto a piedi» (E. de Luca). S'alzano, loro che per anni erano stati dei cadaveri arenati sulla spiaggia del mondo. S'accorgono d'essere stati sanati: se ne vanno ciascuno per i fatti suoi. A dar forma alle vecchie chimere sognate nel letto d'ospedale.
A tornare è «nessuno all'infuori di questo straniero?» E' un samaritano di brigata, un raddoppio di iella, un doppio salto mortale: lebbroso e foresto. Alla domanda del Cristo - «Dove sono?» - il samaritano non risponde. Anche lui era uno di quei dieci pesci-cadaveri arenatisi sulla spiaggia e ributtati in mare: gli parve spontaneo, dopo tutto quello che Cristo aveva fatto per lui, ritornare a dire grazie. In quell'andata con ritorno c'è tutta la sua timida fede: quei passi che tornano sono la libera risposta all'amore del Cristo, che giocò d'anticipo. Che, con un raddoppio di sorpresa, gli accredita pure la salvezza: «Alzati e và, la tua fede ti ha salvato». Grandezza di Dio: la sua specialità non è quella di salvare l'uomo, lo vuol mettere in una condizione tale per cui inizi a pensare alla propria salvezza. A guarirlo è stata una parola, a salvarlo un gesto di ritorno: «La cosa sorprendente di una rivelazione è che, malgrado la prova provata, si continua a essere liberi. Liberi di non vedere quello che è successo. Liberi di darne una lettura riduttiva. Liberi di allontanarsene. Liberi di dimenticarla» (E. Schmitt).
Le altre nove vite sono riprese esattamente da dove s'erano interrotte: che nessuno sia mai forzato a rendere grazie all'Amore. La lebbra altro non fu che un infausto intoppo, un'infelice sposalizio, una pagina da voltare per far presto a dimenticare: liberi addirittura d'andare a dire che ci siamo guariti da soli, liberi di negarlo.
Potenza della Rivelazione: Cristo, neanche oggi, alza la voce. Il Regno di Dio non è quella sorta di avventura che gli amici stanno sognando. E' già qui, così piccolo che quasi nessuno s'accorge. La percentuale è di uno su dieci.