Arte & Liturgia


 
GESÙ E L'EMORROISSA
 
Paolo Veronese (1528-1588)
 
Questo quadro, dipinto negli anni in cui raggiunse l’apice della sua popolarità a Venezia, è caratteristico dello stile di Paolo Veronese : colorito, grande, con decorazioni illusionistiche. E’ organizzato intorno a due gruppi di personaggi e al centro di ogni gruppo, con degli abiti più chiari, la giovane donna da una parte e Gesù dall’altra. I due risplendono per il colore, la luce che li avvolge e per ciò che essi rappresentano, la fede confidente e la vittoria sulla morte. Gesù accompagnato dai suoi discepoli arrivano alla casa del “capo” che lo ha chiamato perché venisse a guarire la sua figlioletta ammalata. Veronese descrive con talento un bel quartiere, con belle case, portiti e scalinate. Gesù e i suoi discepoli sono vestiti in modo semplice, con sandali o a piedi nudi. Tutti si volgono verso una giovane donna che tocca gli abiti di Cristo. Essi sono stupiti e la fissano nel volto. La giovane, sostenuta dalle amiche, si fa piccola, in ginocchio. Anch’essa è vestita in modo adeguato; le sue braccia aperte svelano che essa desidera abbandonarsi del tutto all’azione guaritrice di Gesù. Le sue amiche osservano con un po’ di timore quale potrà essere la reazione di Gesù. Gli altri, sono testimoni della scena, guardano Gesù che agisce pubblicamente e diffonderanno l’accaduto per tutta la regione. Gesù si volta, alza la mano, non tocca la donna come invece farà con la giovinetta di dodici anni, ma con lo sguardo e la parola guarisce la donna e la loda per la sua grande fede.