Lectio del Mese


 
Lectio offerta dalla Equipe di Spiritualità dell'Istituto Suore di San Giuseppe

VEDERE SENZA ESSERE VISTO: ZACCHEO
(Lc 19,1-10)
 
 
TESTO
Entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È andato ad alloggiare da un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo;  il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
 
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LECTIO
 
 
 
 
Uno dei nostri incubi più ricorrenti è quello di sprofondare, soprattutto quando viviamo momenti di ansia. Cerchiamo di risalire, ma inutilmente, e ci sembra di scivolare sempre di più, senza alcuna possibilità di riconquistare l’uscita.
Siamo prigionieri delle nostre paure più profonde, a cui spesso non riusciamo neppure a dare un nome.  A tutti capita infatti di attraversare momenti della vita in cui andiamo ad abitare a Gerico, la città sprofondata sotto il livello del mare, che nel Vangelo diventa appunto l’immagine degli abissi in cui l’uomo si è perso, i luoghi dai quali ci sembra di non poter più risalire, là dove abbiamo perso ogni speranza, ma proprio là dove Cristo scende per venirci a tirare fuori dai nostri inferi.
Sono i luoghi in cui ci siamo ritirati, rifugiati, là dove forse siamo scappati perché ci siamo sentiti esclusi, rifiutati, non amati. Poi, ci abituiamo alle tenebre e non riusciamo più a vedere.
Prima ancora di entrare a Gerico, prima ancora di incontrare Zaccheo, Gesù incontra un cieco: tutti abbiamo il desiderio di tornare a vedere. Vedere, infatti, è sempre accorgersi che c’è qualcun un altro accanto a noi. Il bisogno di tornare a vedere dice sempre il nostro desiderio di uscire dall’isolamento. Come questo cieco che Gesù incontra alle porte di Gerico, così anche Zaccheo vuole vedere Gesù, anche Zaccheo vuole uscire dal suo isolamento. A volte ci sembra di essere talmente sprofondati nei nostri abissi di paure che non crediamo più nella possibilità di risalire. Ma Zaccheo non è solo un pubblicano, un pubblico peccatore, uno che vive in una permanente condizione di impurità che gli impedisce di prendere parte al culto, è addirittura capo dei pubblicani. È come se il peccato fosse moltiplicato. Ci sarà una possibilità di vita anche per lui? O è irrimediabilmente perso? Questa è la domanda che Luca ci sta mettendo davanti: pensi che per te ci sia una possibilità di vita o pensi che per te non ci sia più speranza?
Per quanto possiamo essere sprofondati, rimane sempre dentro di noi il desiderio di cambiare. Se il desiderio è autentico, si trasforma allora in audacia. Zaccheo decide di uscire dal suo isolamento, sebbene non sappia ancora come fare. Per il momento vorrebbe solo restare spettatore: guardare senza essere visto. Ma nonostante il suo ruolo sociale, ci sono ambiti nei quali i privilegi non contano. Vorrebbe vedere Gesù, ma è  troppo basso per guardare oltre la folla. Gli altri diventano un ostacolo. Forse Luca vuole alludere anche alla bassezza morale di Zaccheo che diventa ostacolo per vedere Gesù. Ma Zaccheo non si arrende: il suo desiderio lo porta persino ad accettare di rendersi ridicolo. Sale su un albero come fanno i bambini! In effetti se vogliamo dare risposta ai nostri desideri più profondi non possiamo non dare spazio alla nostra dimensione più autentica.
Zaccheo voleva solo guardare un po’, rimanendo nascosto, senza compromettersi. Ma non c’è solo il desiderio di Zaccheo, c’è anche quello di Gesù! Prima ancora di Zaccheo, è Gesù che vuole vedere Zaccheo. Gesù alza lo sguardo: Zaccheo non è più in basso, ma è già stato posto in alto. Da quello sguardo, Zaccheo si aspetta probabilmente un rimprovero. Finalmente la gente che lui ha sfruttato e umiliato avrà la propria vendetta. Zaccheo si aspetta di essere smascherato davanti a tutti. A volte il pensiero di come Dio possa guardarmi è terribile. Cosa mi aspetterei dallo sguardo di Gesù se vedesse la mia vita in questo momento?
Zaccheo, come ognuno di noi, trova in quello sguardo la misericordia. Gesù ridona a Zaccheo quella possibilità di stare con gli altri che gli era stata negata. E Gesù è il primo a fermarsi nella vita di Zaccheo: entra nella sua casa. La misericordia è gratuita e imprevedibile. Zaccheo finalmente vede, ma soprattutto è visto. Questo era il suo desiderio più grande: non solo tornare a vedere, ma anche e soprattutto essere visto, essere visto non come pubblicano, ma come uomo.
Solo nel momento in cui Zaccheo torna a vedere, può decidere la strada da percorrere. Non è obbligato. Zaccheo vede l’altro che gli sta davanti, vede Gesù, e vuole imitarlo. È la domanda di ogni vita, di ogni vocazione: nella situazione concreta che sto vivendo, quale può essere la strada più adatta per seguire il Signore?
Proprio a dimostrazione che non si tratta di un obbligo, Luca attribuisce a Zaccheo un impegno a cui non solo non era tenuto, ma un impegno che mette insieme due legislazioni diverse: restituire la metà dei beni era quanto previsto dalla legge rabbinica per la penitenza; restituire quattro volte tanto era quanto previsto dalla legge romana per il furto.
Zaccheo dunque è certamente l’uomo del desiderio, ma è anche l’uomo che sa trasformare il desiderio in passi concreti. E in effetti è solo quel desiderio che può vincere le nostre paure e farci riguadagnare la vetta di quel burrone nel quale a volte ci sentiamo precipitati.
 
Leggersi dentro
-          Come reagisco quando mi sento precipitato nelle mie paure o in situazioni che mi sembrano irreparabili?
-          Se Gesù oggi vedesse la mia vita, cosa mi aspetterei di trovare nel suo sguardo?