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SOGNARE SOGNI GRANDI
 
 
 
 
 
 
Il 5 di agosto la Chiesa ha fatto memoria di Maria, Madonna delle nevi, un miracolo avvenuto in piena calura estiva, con la quale la Madonna metteva il suo sigillo sulla costruzione di un edifico a lei dedicato: Santa Maria Maggiore. Ma prima che il miracolo avvenisse, questo era stato un sogno nel cuore di poche persone che ci avevano creduto. Forse il nostro mondo e la nostra Chiesa non avrebbero bisogno proprio di questo? Di persone disposte a sognare… «nevicate d’agosto»? Disposte, con il proprio stupore, a far accadere i miracoli: Dio che ogni volta ci sorprende gratuitamente! Ho pensato che la Chiesa, quella in muratura di Santa Maria Maggiore, quella volta, quella che tutti noi contribuiamo a formare, oggi, nasce più dai sogni improbabili di tanti uomini e donne, che non da ragionamenti solo umani. Che dire dei sogni che hanno fatto grande Francesco d’Assisi? Diventare cavaliere, sposare Madonna Povertà, incontrare in pace il sultano, assomigliare anche fisicamente al suo dolce Gesù: oh davvero, se non ne aveva di «materiale grezzo» il Signore tra le mani per plasmare la sua santità! Ma non possiamo nemmeno tacere dei sogni dei Papi. Cominciando da quello di Innocenzo III che, dopo aver incontrato per la prima volta Francesco e i suoi compagni, sogna un religioso, piccolo e spregevole, che puntella la basilica del Laterano che sta per crollare. E volete che papa Francesco non faccia anch’egli grandi sogni? Evidentemente non so che cosa sogni il Papa quando dorme, forse la nonna di cui tanto parla, o forse i giovani della Gmg. Ma l’amore e la passione, la libertà e la fantasia, non possono che essere alimentati da un gran sogno. E se è così, allora tutti i nostri sogni vengono quasi riscattati e diventano, per la grazia di Dio, propellente per la nostra avventura nella fede, fessure attraverso le quali irrompe la novità dello Spirito. No, non i «piccoli» sogni, quelli che evaporano con i primi raggi del sole o che, noiosi come mosche, non ci danno pace finché non li esaudiamo, ma i grandi sogni, quelli che fanno sanguinare il cuore e accendono passioni veementi, quelli con cui Dio ha segnato la nostra carne per sempre. I sogni preziosi ma fragili che ci sono stati affidati dai profeti e che parlano utopisticamente di serpenti e fanciulli che giocano oramai assieme, e di strumenti di morte che diventano strumenti di pace. I sogni di tutte le mamme per i figli. Quelli preoccupati del giovane disoccupato che spera di trovare lavoro e farsi una famiglia, quelli di tanti che in un mondo migliore ci credono ancora, e quelli «pastorali» per vincere l’inerzia provocata dal ruvido asfalto delle realtà parrocchiali. Neanche una briciola andrà perduta tra le mani di Dio, e il meglio di ogni nostro sogno entrerà di diritto a far parte del grande sogno che Egli ha per tutti noi! A quest’ora tarda della notte, spento il computer e infilati a letto, non ci resta allora che aspettare che il buon Dio ci rimbocchi le coperte della bellezza e della misericordia, perché noi tutti si possa sognare anche questa notte se non proprio amore qualcosa di più grande.