Arte & Liturgia


 
CRISTO E L'ADULTERA
 
Lorenzo Lotto (XVI secolo)
 
 
Lorenzo Lotto ci spinge all’interno del dramma. Scribi e farisei assalgono la loro  vittima, la donna adultera. Il quadro ristretto come un primo piano sottolinea le espressioni, i gesti di odio. Al centro del quadro, tra la donna e i suoi accusatori, Cristo interpone la sua presenza maestosa e la sua mano è alzata come nel gesto della benedizione.
Gli abiti  succinti della donna, i suoi gioielli, il velo trasparente sottolineano la sua “impudicizia”, ma le sue lacrime la lavano già nel pentimento. Collocata alla destra del Cristo tra i salvati, fa da contrasto allo sguardo “lussurioso” e impuro degli altri. I loro gesti di accusa, le dita che la indicano, rinviano ad una concezione legalista che condanna la donna alla lapidazione. Ma il Vangelo propone un ideale più alto “chiunque guarda una donna desiderandola, ha già commesso adulterio nel suo cuore” (Matteo 5,28).
Per antitesi, tra lo sguardo assassino dei dottori della legge e lo sguardo misericordioso di Gesù, Lotto interroga i suoi contemporanei (ma anche noi) sulla qualità del nostro sguardo. Ho coscienza di essere tempio dello Spirito Santo?
Il mio cuore è casto nei suoi gesti e nei suoi sguardi?