Dentro il Carisma...


 
L'OFFERTA DEI DESIDERI
 
 
 
 
 
 
“…fate a Dio un’offerta dei vostri desideri così da volere unicamente che si compia in voi e per mezzo vostro la sua volontà” (Massime sull’indifferenza e abbandono alla volontà di Dio).
 
Lo so, li hai vagliati i tuoi desideri, li hai ridotti di numero, poi li hai rivisitati ancora, fermando la tua attenzione su tre o quattro…due…uno… che ti sembra assolutamente da conservare. E’ un desiderio bello, lo coltivi da tempo, lo vedi crescere, ne parli con il Signore, e aspetti che la risposta arrivi in un breve lasso di tempo.
Ma non sempre Lui (almeno così pensiamo sottovoce) è così pronto nell’esaudirlo come sarebbe auspicabile, per cui risultano sempre giacenti troppe pendenze arretrate che ci obbligano nostro malgrado a sollecitare. Poi apri le Massime, e butti l’occhio su questa che ti rimescola le carte e ti fa esplodere: “Caspita, ma come!”
Ti obblighi a rileggere, a capire, fai quasi l’analisi grammaticale, analizzi gli aggettivi possessivi “vostri”, capti che padre Médaille sta riassumendo un pensiero, usa il plurale, parla di “desideri”, parla di “offerta”. Ti calmi, pensando che poco prima hai usato la mentalità del botteghino. Ti eri presentato al Padre con il catalogo delle merci, il bordo della pagina  ripiegato in alto a destra ad indicare il punto esatto del desiderio su cui richiamare la sua attenzione: “Si prega di fare attenzione a questo: mi piacerebbe proprio averlo”. Non abbiamo aggiunto “Se vuoi…”, e soprattutto non ci aveva sfiorato il pensiero di dirgli:  “fai qualcosa di bello con me, con quello che sono, non con quello che mi piacerebbe avere da te”.
Ma guarda, pensavo che questa Massima fosse lì a svolgere il compito di moderatrice, e invece è una istigatrice. Mi sollecita, mi incoraggia ad esagerare, a chiedere sempre di più, a chiedere che il Signore faccia saltare in aria quel desiderio (che ora vedo molto piccolo, piccolissimo), per accoglierne uno più grande, immenso, pazzesco, “che si compia in voi e per mezzo vostro la sua volontà”.  Siccome noi siamo eccessivamente timidi e prudenti, padre Médaille ha messo a punto questa Massima, riassunto di quelle precedenti, come trampolino di lancio, provvedendo lui a rivendicare con forza ciò che ci spetta in quanto figli, quel sia “fatta la tua volontà” che sbadatamente dimenticavo di avere detto.
La cosa si fa intrigante. Avevo rinunciato a formulare desideri inutili (“e avevi fatto bene”, dice P.M), ma non avevo pensato che era conveniente chiedere al Signore di darmi il coraggio, l’intraprendenza, la fantasia, l’intelligenza per chiedere di più, entrando in un’altra prospettiva, quello dello Spirito Santo e non di fare entrare il Signore nelle mie corte vedute. Perbacco Padre Médaille, sai che non ci avevo mai pensato. Ho sempre desiderato che il Padre si adeguasse alle mie scelte, e  invece  tu mi chiedi di fidarmi, di abbandonarmi al suo gioco imprevedibile, di fidarmi di più di un Dio che ogni tanto pare deludere le mie attese, che di un Dio che si piega ad esaudire i desideri di un “marmocchio” che non sa cosa e come domandare.