Frammenti di vita in Africa



CARISSIMO PICCOLO GIOTTO NERO
 
Quando sono un po’ più stanca, per riprendere forza apro la finestra del dispensario e ti spio. Ormai fai parte del quadro del mio vivere quotidiano, ma la tua presenza risveglia in me sempre una gioia nuova e profonda come se ti vedessi per la prima volta.
Tutti i pomeriggi vieni a pascolare le capre da queste parti e tutti i pomeriggi, salvo rare eccezioni, passi con il tuo delicatissimo sorriso a chiedere un foglio e qualche colore. Spesso mi ritrovo a darti la carta che racchiude i guanti in plastica che uso per le medicazioni, ma per te è splendida tutta quella superficie bianca su cui fare un disegno e te ne vai tutto contento salterellando: riporterai i colori e la tua opera d’arte un’oretta dopo e il tuo delicatissimo sorriso sarà tinto di soddisfazione per quanto sei riuscito a fare con quei pochi pennarelli e con un foglio riciclato.
Quando ti guardo disegnare mi torna in mente la scatola di colori che avevo alle elementari: ”pastelli Giotto”. Sulla scatola era raffigurato Giotto che disegnava appoggiato a un sasso, circondato da pecore e agnelli. Chissà perché quell’immagine mi si è impressa così vivacemente negli occhi… : forse già mi parlava di te, piccolo Giotto nero?! 
Mah, la cosa certa è che dà gioia vedere la tua gioia, la tua gioia di poter rappresentare, con mezzi semplicissimi, quello che vedi e senti (= capre, galline, capanne, serpenti, arachidi, zappe, lance…) e quello che forse sogni e desideri (=un pallone, una cartella, una fontana, una bicicletta, un sapone…).
Chissà se un giorno sarai chiamato ad affrescare qualche chiesa o palazzo…
Sappi comunque che fin d’ora tu affreschi (e rinfreschi) la mia vita: grazie.

                            Sr Petra